FaunAMBIENTE

PARTICOLARE RILIEVO STA RECENTEMENTE ASSUMENDO IL PROBLEMA DELLA GESTIONE DEL CINGHIALE NELLE AREE  PROTETTE.

 

 

Queste svolgono la funzione di serbatoio  per questa specie costituendo aree di rifugio per sfuggire alla pressione venatoria esercitata all´esterno, ciò che non avviene nel nostro territorio. In queste situazioni potrebbe essere necessario intervenire in modo diretto su tali popolazioni all´interno delle aree protette , pianificando operazioni di controllo e di contenimento, laddove il livello di densità agro forestale e biologica risulti eccessivo. Il problema della gestione di questo selvatico non può prescindere dall´individuare su tutto il territorio in cui è presente, una strategia a medio e lungo termine, fondata sull´individuazione di obbiettivi ben definiti ed oggettivamente conseguibili, adeguando la densità alla realtà socio - economica del territorio e cercando di ridurre significamene gli impatti negativi che la specie può produrre sulle colture agricole e sulle altre specie selvatiche. La gestione di questa specie non può che passare attraverso l´acquisizione di un quadro dettagliato della distribuzione, consistenza e tendenze evolutive di questo selvatico, obbiettivo raggiungibile solo attraverso la creazione di un sistema di monitoraggio permanente delle diverse realtà territoriali.

In questo contesto deve essere considerata, l´Associazione FanunAmbiente un´ente privato composto da volontari che vogliono collaborare con l´ente Parco in una strategia comune, condivisa con tutti i cittadini del territorio poiché è formato da persone che vivono e\o hanno interessi economici in esso, per cui la salvaguardia, la sicurezza, devono essere condivisi in un tavolo di lavoro comune, la specie come è noto si contraddistingue per un´ampia valenza ecologica, che gli consente di colonizzare gran parte degli ambienti naturali presenti in Italia.

Le risorse fondamentali perché questo selvatico si affermi e si incrementi sono:        

a.      La presenza di luoghi di rifugio (macchia, forteti, pendii accidentati purché aventi copertura arbustiva).

b.     Aree di alimentazione (sottobosco, pascoli, incolti e coltivi)

c.     Pantani, o pozze fangose (dove praticare l´in soglio)

d.     L´elevata plasticità ecologica e la tendenza al nomadismo presentate dal cinghiale (fanno sì  che le caratteristiche ambientali solo in alcuni casi risultino limitanti).

e.      Dotato di notevole mobilità  (gli individui possono raggiungere e ricercare le risorse necessarie compiendo notevoli spostamenti, giornalieri e\o stagionali ampliando il loro raggio di attività nei periodi dell´anno più critici per la specie.) 

f.       La dentatura adatta ad un´alimentazione onnivora, consente agli individui di adeguare la propria dieta ad un ampio spettro di alimenti, in funzioni alle disponibilità trofiche stagionali di una data area. Ma se le risorse naturali scarseggiano gli animali spostano le loro attenzioni verso le coltivazioni.

La biologia riproduttiva della specie mostra una elevata adattabilità. Il periodo riproduttivo è molto ampio da novembre - maggio con un picco dicembre - febbraio  tutte le femmine di oltre un anno d´età sono fertili e possono concorre alla riproduzione, la cucciolata è di 3 \ 8 piccoli a seconda dell´età della madre, ma anche a seconda della quantità e qualità delle risorse alimentari disponibili: il tasso di ovulazione, di fecondazione, e di sopravvivenza dei neonati sono in funzione delle disponibilità delle risorse, la loro abbondanza nel periodo invernale incrementa l´ovulazione nelle femmine, che si traduce in un tasso di crescita annuo che secondo alcuni biologi arriva a superare il 150% della consistenza della popolazione primaverile. 

I piani di controllo prevedono quasi sempre percentuali di prelievo elevate nell´ordine del 40% - 50% della consistenza della popolazione per avere ogni anno la popolazione primaverile dell´ordine del 70 - 80 % per ridurla stabilmente a livelli significativamente più bassi.

 

 

 Titolo III   Aree naturali protette regionali

 

Art.22   norme quadro.

 

 Punto 6   Nei Parchi regionali e nelle riserve naturali regionali l´attività venatoria è vietata salvo eventuali prelievi faunistici e abbattimenti selettivi necessari per ricomporre squilibri ecologici dette operazione devono avvenire in conformità al regolamento del Parco e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell´organismo di gestione del parco e devono essere attuati dal personale da esso dipendente o da persone da esso autorizzate.

 

Art.23    Parchi naturali regionali  

 

Punto 1   Per la gestione dei servizi del Parco, esclusa la vigilanza, possono essere stipulate convenzioni con enti pubblici con soggetti privati.     

 

Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Legge 11 febbraio 1992 n. 157

 

Art.19   -  controllo della fauna selvatica

Comma 2  le regioni per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico -  artistico, per la tutela delle produzioni zoo - agro - forestali provvedono al controllo della fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l´utilizzo di metodi ecologici su parere dell´istituto nazionale per la fauna selvatica.

Qual´ora l´istituto verifichi l´inneficacia dei predetti metodi le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendente dalle amministrazioni provinciali, e queste ultime potranno altresì avvalersi, dei proprietari dei fondi o conduttori sui quali si attua i piani medesimi, purché muniti di licenza per l´esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali, e delle guardie comunali munite di licenza per l´esercizio venatorio.

 

Ma noi andiamo ben oltre:

 

Per quanto concerne il censimento, le trappole di cattura sono sostituite da lacci particolari che non causano lesioni agli animali che vi incappano e si chiamano "lacci Aldrich" : sono collegati ad un´emittente radio, che una volta preso l´animale, lancia un segnale captato dalla ricevente in possesso dei soci di FaunaAmbiente i quali non devono far altro che precipitarsi sul posto, mettere a nanna il soggetto, narcotizzandolo.

Poi si prelevano i reperti biologici, si effettuano le dovute misurazioni e si munisce il cinghiale di radiocollare in modo di poterlo seguire nei suoi spostamenti.

Se femmina di una certa età, sarà sicuramente dominante o gregaria e nel momento che verrà liberata ritornerà nel suo branco e conseguentemente  potremmo verificare il numero  reale di animali presenti nel suo gruppo.

Questo metodo utilizzato ci proviene dai ricercatori dell´ateneo friulano (universita´ di Udine) nell´ambito del progetto "INTERREG" vale a dire quelli che L´Unione Europea Finanzia.    

Effettuiamo  corsi abilitanti al selecontrollo con prove di tiro al poligono, con esame

scritto ed orale alla presenza e sotto le direttive del Parco, del Corpo Forestale, Della Polizia Provinciale.

Avremmo un regolamento interno molto rigido per i selecontrollori, essere condiviso con gli enti sopraccitati.

Assoggettati ad un´assicurazione speciale a copertura dei rischi, e  dei danni che potrebbero cagionare involontariamente. Avremo  dei cani da sangue per il recupero dell´animale ferito, quindi una notevole diminuzione di animali persi.

Sapremo quante persone ogni sera sono uscite e dove sono.

Potremmo tentare delle catture ed allestire delle radio trasmittenti sugli animali per

poterli monitorare costantemente, e così operare un corretto censimento dei branchi

ed il loro spostamento. Se necessario effettuare delle pasturazioni nei periodi del raccolto.

 

 

 

 

 

LA NOSTRA RICHIESTA E´ DI FAR PARTE DI UN TAVOLO DI LAVORO PERMANENTE IN CUI SIA PRESA UNA DECISIONE DEFINITIVA SUI METODI,  E  NEL PIU´ BREVE TEMPO POSSIBILE SI INIZI UN PERCORSO ASSIEME SU UN PROGETTO, AL QUALE POTREMMO FARCI AFFIANCARE DA RICERCATORI UNIVERSITARI

CON I QUALI ABBIAMO GIA´ DEI CONTATTI  !!!!   

CI SIA UNA DELIBERA DEL PARCO CHE INDICHI ESPLICITAMENTE "FAUNAMBIENTE" QUALE ENTE PRIVATO CON IL QUALE OPERARE   SIA  

PER IL PROBLEMA CINGHIALE E PER LA  VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO DEL PARCO !!!!!